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San Miniato

San Miniato

San Miniato

A Sud della statale Firenze Pisa e ora della CGC FI-PI-LI, a valle del torrente Egola si estende la cittadina di Ponte a Egola conosciuta in tutto il mondo come la “regina del cuoio” per la produzione di circa 1/3 di quello prodotto in Europa, e famosa per la lavorazione del pellame.
Grazie alla sua favorevole collocazione geografica, a poco più di un chilometro da S.Croce Sull’Arno e da Fucecchio, (altri due poli importanti della produzione conciaria) deve la sua fortuna alle oltre 100 concerie intorno alle quali nel corso degli anni si sono sviluppate una serie di attività collaterali, assumendo così un ruolo trainante per l’intera economia sanminiatese. Ponte a Egola infatti, con i cuoi 5.000 abitanti, le sue industrie, la miriade di aziende artigiane e le attività di servizio, è una delle più popolose e principali frazioni del Comune di San Miniato.

San Miniato, posta su un colle dominante la valle dell’Arno e la valle dell’Elsa, nel cuore della Toscana è un Comune di quasi e6.000 abitanti, il territorio ricopre una superficie di circa 104 kmq, si estende a ovest su una faccia pianeggiante, a sud sulla collina; attraverso collegamenti viari e ferroviari, in poco meno di un’ora ci può facilmente raggiungere centri importanti come Firenze, Pisa, Livorno, Siena e Lucca.
Pur presentandosi oggi come un moderno e dinamico centro commerciale ed industriale, è riuscita tuttavia a conservare intatto il fascino di piccola città con un passato importante e ricco di storia. E’ stata sede dei Vicari Imperiali con giurisdizione su tutta la Toscana e residenza dell’imperatore Federico II Barbarossa che fece costruire la celebre rocca distrutta dai bombardamenti del 1940, e ricostruita nel 1958, da cui si può dominare l’intera vallata dell’Arno. Dopo alterne vicende storiche San Miniato entrò a far parte del Granducato di Toscana, sotto il quale divenne una delle più importanti città della Toscana medicea, passando poi sotto il dominio dei Lorena. Tracce di questo passato si ritrovano nei numerosi palazzi, chiese, conventi, monumenti, di cui è ricco soprattutto il centro storico. Solo per citarne alcuni, ricordiamo il Palazzo Vescovile, costruito intorno al XII secolo, e sede della diocesi dopo il distaccamento nel 1622 da quella di Lucca, il Duomo, il Seminario con la sua bella facciata di medaglioni e scritte latine, il Santuario del SS. Crocefisso, il Convento di San Francesco, il restaurato complesso di San Martino, dove troverà sede un ostello della gioventù ed il Conservatorio di Santa Chiara del 1300; per non parlare dei palazzi che si affacciano sulle vie principali, come Palazzo Grifoni edificato nella prima metà del 500, Palazzo Formichini, oggi sede della Cassa di Risparmio, Palazzo Roffia ed il Palazzo Comunale.
Tutto questo fanno di San Miniato una delle più interessanti cittadine della provincia pisana da un punto di vista storico e architettonico meta di sempre più numerosi turisti italiani e stranieri. E’ centro di attività culturali di lunga tradizione, ogni anno vi si svolgono manifestazioni teatrali promosse dall’Istituto del Dramma Popolare, o dal Comune stesso, come il Festival internazionale del teatro di figure. In questa città trova sede l’accademia degli Euteleti, costituita nel 1822, il Centro Studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo, il centro Studio Paolo e Vittorio Taviani e la Scuola Europea per l’Arte dell’Attore. San Miniato inoltre è sede di un importante polo scolastico (oltre alle scuole dell’obbligo, trovano infatti sede un Istituto Tecnico Commerciale con tre diversi indirizzi, un Liceo Scientifico, e un liceo Sociopsicopedagogico), di uffici pubblici come le Imposte Dirette, l’Ufficio del Registro, l’ufficio elettorale mandamentale e l’Ospedale.
E’ qui che fu istituita nel 1831 la Cassa di Risparmio di San Miniato che vanta oggi filiali sparse un po’ in tutta la regione. San Miniato offre ancora tante altre ricchezze naturali davvero uniche. Se la pianura è caratterizzata da una forte presenza di attività industriali e commerciali, la fascia collinare che va dalla Valdegola alla Valdelsa, è caratterizzata invece da un’economia prevalentemente agricola, con un ottima produzione di vini docg (bianco San Torpè, rosso delle colline pisane, Chianti Putto) e di olio. Ma il prodotto più tipico e famoso è il “Tuber Magnatum Pico”, ovvero il tartufo bianco pregiato, di un profumo inconfondibile e di ottima qualità la cui valorizzazione ha permesso l’adozione di una politica di qualità dell’immagine turistica dell’intero territorio comunale, non solo del centro storico, ma anche di centri minori come Corrazzano e Balconevisi. Inoltre queste zone presentano suggestivi paesaggi tipici della campagna toscana, tanto che nel secolo scorso, il poeta Giosuè Carducci li chiamava “il degradar di ondeggianti colli…” che da San Miniato appunto arrivano fino a Volterra. E’ possibile ritrovare tra queste colline, meta ideale per passeggiate e scampagnate, ville, fattorie, castelli, antiche pievi, tabaccaie (oggi in disuso), oltre a tumuli e tombe che testimoniano l’origine etrusco-romana di questa città. Questa ricchezza paesaggistica, il recupero di tante fattorie, ville e casolari favorisce oggi lo sviluppo di attività agrituristiche con buone prospettive di sviluppo per il futuro.
Tutto questo offre San Miniato, una cittadina nel cuore della Toscana, di arte, cultura, artigianato e bellezze paesaggistiche, più volte riprese nelle scenografie dei registi nostri concittadini i fratelli Taviani.